Messaggio di Gesù del 10/07/2026Figli dell'Eterna Luce,aspettatevi grandi cose dalle vostre rinunce dall'umano volere, in quanto ogni Grazia proveniente da Dio non trovando più alcun impedimento in voi, troverà pieno compimento.
Sia mai che una giusta perseveranza non venga premiata dall'Altissimo, il quale ne conosce sicuramente la strada compiuta e le tante difficoltà egregiamente superate!
Non sia però per voi questo giusto plauso, motivo di sfiancamento o rinuncia, perché come un fuoco lentamente acceso diventa nel tempo se continuamente alimentato, potente ed ardente torcia, riferimento per molti, se d'improvviso dovesse mancare per qualsiasi futile motivo il desiderio della continua conquista del bene, esso, il fuoco d'Amore, cadrebbe prima d'intensità fino a divenire spenta brace senza vita.
Che delusione per chi ne aspettava la Luce e che gioia per chi
ne tentava la tenebra!
Dico questo perché fintanto che voi viatori calpestate la terra, tutto deve essere guadagno con fatica, e questa comunque giustamente condivisa con il Cielo; mancasse questa intima Celeste collaborazione, rimarrebbe in voi solamente l'illusione della vittoria e la fine di ogni nostro e vostro gaudio!
Che triste epilogo sarebbe per la vostra Fede e di conseguenza per le vostre anime!Vi benedico dal vostro stesso cuore
Gesù.
PAROLE DEL SANTO PAPA FRANCESCO (Mt 10,16-23)
Ricevuto
Non si può evangelizzare soltanto con la mente o soltanto con il cuore o soltanto con le mani. Tutto coinvolge. E, nello stile, l’importante è la testimonianza, come ci vuole Gesù. Dice così: «Io vi mando come pecore in mezzo a lupi» (v. 16). Non ci chiede di saper affrontare i lupi, cioè di essere capaci di argomentare, controbattere e difenderci: no. Noi penseremmo così: diventiamo rilevanti, numerosi, prestigiosi e il mondo ci ascolterà e ci rispetterà e vinceremo i lupi: no, non è così. No, vi mando come pecore, come agnelli – questo è l’importante. Se tu non vuoi essere pecora, non ti difenderà il Signore dai lupi. Arrangiati come puoi. Ma se tu sei pecora, stai sicuro che il Signore ti difenderà dai lupi. Essere umili. Ci chiede di essere così, di essere miti e con la voglia di essere innocenti, essere disposti al sacrificio; questo infatti rappresenta l’agnello: mitezza, innocenza, dedizione, tenerezza. E Lui, il Pastore, riconoscerà i suoi agnelli e li proteggerà dai lupi. Invece, gli agnelli travestiti da lupi vengono smascherati e sbranati. Un Padre della Chiesa scriveva: «Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi saremo sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli» (S. Giovanni Crisostomo, Omelia 33 sul Vangelo di Matteo). Se io voglio essere del Signore, devo lasciare che Lui sia il mio pastore e Lui non è pastore di lupi, è pastore di agnelli, miti, umili, carini con il Signore. (Francesco - Udienza generale, 15 febbraio 2023)